venerdì 27 novembre 2015

Che la risata e la forza sia con te!



Se sei una donna (o un uomo) in rinascita, allora hai vissuto più volte questo duello interiore. Il duello tra la luce e il buio, tra la forza e il male, tra il riso e la paura.
Oggi voglio lasciarti una spada laser molto potente: La risata.
La risata è terapeutica infatti è scientificamente provato che la risata rilassa, riossigena, ricarica, avvicina le persone, migliora la memoria e molto molto di più.
La risata sconfigge il lato oscuro, la tristezza, la paura, l'ansia. 
Ci sono momenti in cui pur sapendolo non è facile impugnare questa spada e utilizzarla per scacciare ciò che ci fa stare male. 
Ricordatevi la risata è contagiosa, e se proprio non ci trovate nulla da ridere ecco un link davvero utile: https://youtu.be/-0BIyqJj9ZU  
Sicuramente riderete! E ridendo vincerete
 La risata è uno strumento straordinario, essere in un gruppo di risataterapia è una delle esperienze più belle che si possano vivere e vi assicuro che ve la ricorderete per tanto tempo! 

Per maggiori informazioni sulla risata e sui modi ecologici per esternare le emozioni, leggi qui:


mercoledì 25 novembre 2015

La violenza invisibile

Oggi tutti a parlare della violenza sulle donne.
Ma ci sono dei lividi che non si vedono.
I lividi sul corpo non sempre si possono nascondere, e proprio per questo spesso si scopre che una donna è vittima di violenza.
I lividi fanno male. Tanto male.
Ma la violenza invisibile fa altrettanto male.
Se ne parla molto meno, spesso si sente parlare ai telegiornali di vittime di violenza fisica, ma di chi viene violentato psicologicamente no.
La violenza psicologica ti rende debole, incapace di reagire, ti fa credere di essere inferiore e più passa il tempo più sei succube. Inizi a dire sempre meno la tua opinione, alcune persone riescono a farti credere che stai male, che sei pazza, che sei tu quella sbagliata.
Spesso sono persone che ami, e quindi tu gli credi. Metti in dubbio la tua capacità di scegliere, la tua capacità di decidere. Lasci che gli altri prendano in mano la tua vita, perchè ti fidi e ti ritrovi nel centro di una ragnatela da cui non sai scappare.
La violenza invisibile è come la violenza fisica, ma non è altrettanto conosciuta, condivisa e punita.
Ci sono persone che distruggono altre, solo a parole, spesso mascherate da parole d'amore, lo fanno per il tuo bene. E così tu non credi in te stessa, non esci di casa, non parli con le persone. Ti senti morire dentro. Ed è difficile uscirne, perchè quando un'amica vede un livido sul tuo volto, lei capisce che sei stata picchiata e ti aiuta a reagire. Ma quando le parole spezzano la tua personalità, nessuno lo vede. Solo tu puoi reagire, solo tu puoi dire basta. E' difficile. Tremendamente difficile.
Ma si può fare.
Se sei vittima di violenza invisibile, trova qualcuno che possa aiutarti. Parla con una persona che non ti conosce e vedrai che capirà cosa stai vivendo. Ci sono persone che possono aiutarti, cercale!


venerdì 20 novembre 2015

Quel mostro dentro di te

Ti è mai capitato di arrabbiarti talmente tanto che sembravi posseduta?
Ci sono persone che quando provano rabbia hanno uno sguardo strano, dicono parole molto crudeli che lasciano dietro di se profonde ferite. Le stesse persone quando si calmano non si ricordano nemmeno cosa hanno detto con precisione e si sentono confuse.
Cosa succede a queste persone?
La Kabalah si chiama Suh-Tahn  tradotto in Satana,L'Avversario che è ben diverso dal tradizionale diavolo che è nell'immaginario collettivo. Satana è il comporamento reattivo indotto dall'Ego. E' dentro di noi, per tutto il tempo, anche se pensiamo sia al di fuori. Continuiamo a dare la colpa esternamente, spinti proprio da lui.
Più siamo reattivi (quindi reagiamo ad una situazione) più il nostro Satana diventa potente.
Quando noi reagiamo ad una situazione siamo l'effetto e non uan casua, quindi siamo reattivi.
Quando le forze esterne influenzano i nostri sentimenti abbiamo rinunciato al controllo, quando siamo nell'ego non condividiamo. Questi sono tutti comportamenti Reattivi.
Possiamo annullare ogni impulso reattivo avvalendoci del libero arbitrio.
Ecco la formula per trasformare il comportamento reattivo in proattivo:
- si presenta un ostacolo
- comprendete che il vero nemico è la vostra reazione (disperazione, rabbia, frustrazione) non l'ostacolo in se
- soffocate la vostra reazione per far entrare la Luce. Rinunciate a qualsiasi reazione emotiva
- esprimete la vosta natura proattiva . Non avendo reagito emotivamente, ora siete nella luce e sentirete emozioni positive

venerdì 13 novembre 2015

Le catene della paura

C'era una volta, tanto tempo fa una ragazza, aveva lunghi capelli castani e viveva serenamente la sua vita. Un giorno incontrò un uomo, e come per magia si innamorò di lui. Passarono dei mesi, tutto era fantastico, fino a quando quell'uomo gli chiese di andare a vivere nel suo castello. Lei era felicissima, come una sposina preparò tutte le sue cose e andò al castello. Era tutto così bello! C'erano tante stanze, era così immersa nella nuova situazione che non aveva altro desiderio che stare al castello con il suo uomo. Ma presto le cose cambiarono, lui si assentava alla sera e anche quando erano vicini, c'era come una barriera invisibile. Passarono i mesi e la ragazza iniziò a notare dei cambiamenti al castello, alle finestre comparvero delle grate, la ragazza chiese chiarimenti al suo compagno, e questi con fare rassicurante disse che era per il loro bene, per tenere lontano le persone mal intenzionate che volevano separarli. Rincuorata da quelle parole la ragazza accettò il cambiamento. 
Usciva poche volte dalle sue stanze, quando un giorno spinta dalla curiosità entrò in una stanza che era rimasta socchiusa.
Iniziò a guardarsi in giro e vide vestiti di seta, fiori, gioielli, ingenuamente pensò che fossero regali per lei quando si accorse dei quadri appesi alle pareti, ritraevano tutti giovani donne, sorridenti e innamorate, ma se le guardavi attentamente le immagini cambiavano e si tramutavano in visi disperati, stanchi, malati. Mentre osservava un quadro entrò lui con passo pesante e con voce irritata spiegò alla ragazza che non sarebbe dovuta entrare, che quella era una stanza a lei vietata perché conteneva i suoi ricordi, il suo passato. La fece uscire dalla stanza e la chiuse a chiave, lei finse che tutto fosse normale, in fin dei conti tutti abbiamo un passato e tutti dei ricordi, ma qualcosa la spinse a voler tornare in quella stanza. Perché i quadri cambiavano? Perché quelle donne erano tristi? Continuava a pensarci e arrivò alla conclusione che erano tristi per la fine della storia d'amore con quell'uomo che ormai aveva scelto lei. 
Così passarono le estati e gli inverni. Lei e il suo uomo parlavano poco e un giorno lei decise di uscire dal castello per ritrovare la vita e la libertà ma la porta era chiusa, alle finestre le sbarre impedivano di usvire e si sentì in trappola. Il castello era insolitamente freddo in quei giorni, nonostante i camini accesi e il sole che scaldava la natura circostante. Quella sera lei chiese all'uomo di poter uscire per ammirare i giardini e i castelli vicini, ma alla sua richiesta l'uomo rispose affabile che non era necessario perché aveva già tutto nel castello e dopo qualche giorno che insisteva a voler uscire, l'uomo la chiuse in camera a chiave. Ormai era imprigionata.
Guardava il trascorrere delle giornate dalla finestra che si stava ricoprendo di rampicanti, si sentiva soffocare e gli unici momenti piacevoli era quando lui entrava in quella stanza, ma erano momenti sempre più brevi e rari. La ragazza aveva freddo,  la stanza stava perdendo il suo calore, i mobili sembravano più vecchi, il pavimento cigolava, le coperte avevano i buchi, tutto sembrava brutto e triste. Eppure al di fuori della finestra si vedevano i boschi, il sole e la vita. Cercò di spingere con tutte le sue forze la porta, ma era pesante e lei molto debole, ormai passava gran parte del tempo a piangere sul letto. Come poteva il suo grande amore farle questo?
I mobili si fecero più piccoli e scomparvero lasciando solo il pavimento freddo, il camino si spense e lei continuava a vivere sperando di poter uscire e rivedere il sole, i rami coprivano quasi tutta la finesta, ma lei ogni giorno si apriva un varco tra le foglie e guardava. Un giorno si accorse di un uomo che vagava vicino al castello, forse era la sua salvezza, iniziò a gridare con quanto fiato aveva in corpo, fino a quando il giovane la sentì, lei sporse fuori dalla finestra un braccio ma in quel momento entrò in stanza lui, il suo carceriere arrabiato che la sospinse in un angolo e le chiese come potesse farle questo. Lei non rispose e osservò quell'uomo che aveva tanto amato e che ora sembrava più vecchio, trasformato,  aveva perso la sua luce, ora era sempre più simile ad un animale. Una mattina la ragazza intravide un altro giovane vicino al castello, lo chiamò finché lui non si accorse di lei, si arrampico fino alla finestra e qualcosa naque tra di loro. Nei giorni seguenti si videro ancora e la stanza riprese a vivere, i muri divennero un po più caldi, sui rami che circondavano la finestra apparvero delle tenere foglie e sul viso della ragazza apparve un sorriso. Ma ancora una volta l'uomo entrò nella stanza, e notando i cambiamenti si arrabbiò talmente tanto da svelare chi fosse in realtà trasformandosi in un drago. Mise in un angolo la ragazza e la incatenò, non l'avrebbe lasciata scappare e andò via chiudendo la porta.
Più la ragazza cercava di liberarsi più le catene si accorciavano e la stringevano, ma il suo principe azzurro veniva ogni giorno a trovarla e in quei brevi momenti le catene scomparivano per poi tornare più dure di prima. Passarono dei mesi e il principe decise di liberare la fanciulla, cercò di togliere i rami dalla finestra, ma questi ricrescevano più forti, cercò di aprire un varco nel muro, ma questo si richiuse all'istante. Sembrava non ci fosse soluzione. L'uomo che ormai si era trasformato in drago aggrediva ogni giorno la ragazza che accanto a lui si sentiva sempre più debole, ma aveva un arma potente dentro di lei, i ricordi dei pochi attimi passati con il suo principe. Un giorno scoprì che se era felice e pensava al bel principe le catene si allentavano e tutto diventava più vivibile. Così pensò spesso ai suoi occhi verdi e al suo sorriso. Fino a quando un giorno si accorse che se l'amore che provava era davvero forte, anche le sbarre scomparivano. Quando arrivò il principe riuscì ad entrare nella stanza ed abbracciare la fanciulla che come per magia si liberò delle catene, ma quando lui uscì dalla finestra, lei non riuscì ad uscire, qualcosa la tratteneva, ed era il drago, pur non essendo li in quel momento, lei aveva paura che l'avrebbe trovata ed uccisa.
Così rimase nella sua stanza; arrivò  l'inverno e anche la primavera, la ragazza era sempre più forte e desiderava sempre di più andarsene da quella prigione, ed un giorno di maggio, con il profumo delle rose che entrava dalla finestra decise di andarsene. Non aspettò il suo principe azzurro, ma aprì la porta della sua stanza e andò dal drago che sorpreso  di vederla iniziò a ringhiare, lei lo guardò e se ne andò. Il drago la inseguì sputando fuoco, fino a quando lei arrivò nel bosco. Ogni volta che usciva dal bosco il drago era lì per punirla, ma ben presto la fanciulla capì che tutto dipendeva da lei, che erano stati i suoi pensieri a creare le catene, a impedirle di scappare e che ora erano le sue paure ad alimentare il drago. Così si calmò, e decise di vivere la sua vita senza il drago e l'uomo che era stato nel suo cuore, ora per lei c'era una nuova vita accanto al principe che l'aveva aiutata a ritrovare la gioia di vivere. 

 

giovedì 12 novembre 2015

L'Amore scioglie la rabbia

L'Amore può tutto.
L'Amore è l'energia più forte di tutte
L'Amore è in grado di sciogliere la rabbia.
Se una persona ti fa del male, ti butta addosso la sua rabbia, il tuo Amore lo scioglierà.
E' la sua rabbia, non la tua. Tu non stai odiando quella persona, lui (o lei) sta manifestando le sue emozioni, i suoi disagi. Tu puoi contrastarlo solo con l'Amore.
Prendi le tue distanze, rilassati e mandagli tanto AMORE
Chi odia, chi prova rabbia ha davvero tanto bisogno di Amore.

Ti Amo.


domenica 8 novembre 2015

Amma, un fiume d'amore

Diversi anni fa sentii parlare per la prima volta di Amma, la donna degli abbracci. Poi come spesso succede la notizia è rimasta in un cassettino della mente in attesa di essere recuperata. Quest'anno ho saputo che Amma (come negli anni precedenti) sarebbe venuta in Italia, più precisamente a Busto Arsizio  (Va) e iniziai a pensare di andarci. Così ieri mi sono recata nella sede in cui si svolgeva l'incontro. Il mio primo pensiero, vedendo pullman, camper e persone che si erano accampate con le tende, è  stato: "quanta gente che ha bisogno di un po' d'amore " e ho anche pensato che è molto triste fare tanta strada e fila per ricevere un abbraccio di amore puro, dovremmo tutti riuscire a dare un abbraccio sentito a chiunque ne abbia bisogno. Con un misto di emozione, curiosità e mistero, mi sono messa in coda per avere il mio numero. Lo staff era organizzatissimo, hanno suddiviso i numerosi partecipanti in due file, una in cui c'erano le persone che non avevano mai ricevuto l'abbraccio e una formata da chi aveva già preso l'abbraccio ma non quest'anno. Mi sono stupita che così tante persone fossero tornate dagli incontri precedenti. Dev'essere una donna davvero particolare, è stato il mio pensiero. Nonostante la fila fosse lunghissima e ci fossero solo due persone a consegnare i biglietti, in meno di mezz'ora ero già seduta al mio posto, in attesa dell'arrivo di Amma. Il fiume di persone si riversava nel padiglione della fiera, c'era chi curiosava nei vari stand, chi si concedeva una colazione, chi chiacchierava e chi meditava. Tante famiglie, tanti bimbi,  riconoscevi chi era già stato abbracciato dallo sguardo, l'energia della sala si è  notevolmente alzata quando è entrata in sala Amma. Eccola, in tutta la sua bellezza, nella purezza del suo sguardo, nel suo sorriso. Per nulla intimorita dalla folla che l'accoglieva con un applauso. Abbiamo meditato insieme a lei e poi sono iniziati gli abbracci. Visto il numero di partecipanti il rito era veloce, ma questo non diminuiva l'emozione e la sacralità di questo incontro. Il mio turno è arrivato dopo un paio di ore dal suo ingresso in sala, in modo ordinato ci facevano avanzare, c'era chi aveva delle offerte di fiori, chi portava foto di parenti che non erano potuti venire. Lo staff spiegava passo per passo i fari step: Togliersi le scarpe, pulirsi il viso, appoggiare le borse nell'apposito spazio....Man mano che mi avvicinavo l'energia si alzava, un'onda di vibrazioni mi avvolgeva. In pochissimi minuti mi sono ritrovata tra le sue amorevoli braccia. E altrettanto velocemente ne venivo separata. Quei pochi secondi mi hanno dato qualcosa di indescrivibile, un calore meraviglioso e così tanta energia che ho mi sono sentita spaesata.
Lavorando con l'energia sono "abituata" a testare l'energia di chi mi circonda e dei luoghi, in quel momento l'energia era davvero fortissima, un fiume in piena che ti travolgeva. 
Voglio ringraziare tutti i volontari per lo splendido lavoro e ringraziare questa grande donna per tutto l'amore che dona e per essere un grande esempio. Grazie Amma! 

Se vuoi maggiori informazioni su Amma e le attività che svolge, puoi visionare il sito ufficiale:

giovedì 5 novembre 2015

Quando il passato ti condiziona

Che sia successo quando tu eri piccolo e forse non sapevi le conseguenze di quello che avevi fatto.....
O che sia successo quando eri adulto, magari da parte di un partner autorevole e pieno di ira, essere sgridati e puniti è uno dei traumi che ci possono condizionare la vita.
In questi giorni il mio passato torna a trovarmi e mi rendo conto di come alcuni atteggiamenti che ho subito mi stiano limitando nelle scelte.
L'essere additata come incapace e inaffidabile, per una dimenticanza o per cause indipendenti da me ha fatto in modo di far sparire la mia voce. Sono diventata sempre più silenziosa e cerco di non prendermi nessuna responsabilità, anche scegliere una pizza per un'altra persona diventa fonte di stress. Così come una spiacevole esperienza lavorativa ti può segnare in modo tale da non cercare più lavoro in un particolare settore. 
Togliere questi condizionamenti non è facile e ci vuole tempo e calma, se come me avete la fortuna di avere accanto ora una persona completamente diversa da chi vi ha fatto sentire in colpa, allora siete davvero fortunati e potete ripetervi che non è la stessa persona. Personalmente mi ha aiutato molto anche l'Ho'oponopono un mantra da ripetere per ripulire i condizionamenti che è formato dalle parole Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo.
Un'altro metodo efficace è ritornare con la mente a quel momento e cercare di riviverlo in modo diverso, sia perchè si guarda la scena con una consapevolezza diversa, sia perchè con la mente si possono smembrare i ricordi e cambiarli. Se per esempio è stata una persona piena di ira a sgridarvi (potrebbe essere anche un superiore al lavoro) potete immaginare questa persona in modo diverso, vederla trasformarsi in un clown o diventare piccola piccola e buffa, fino a quando il suo sbraitare non vi spaventa più.
Ora è ora, non continuare a permettere al passato di rubarti minuti preziosi della tua vita!