venerdì 13 novembre 2015

Le catene della paura

C'era una volta, tanto tempo fa una ragazza, aveva lunghi capelli castani e viveva serenamente la sua vita. Un giorno incontrò un uomo, e come per magia si innamorò di lui. Passarono dei mesi, tutto era fantastico, fino a quando quell'uomo gli chiese di andare a vivere nel suo castello. Lei era felicissima, come una sposina preparò tutte le sue cose e andò al castello. Era tutto così bello! C'erano tante stanze, era così immersa nella nuova situazione che non aveva altro desiderio che stare al castello con il suo uomo. Ma presto le cose cambiarono, lui si assentava alla sera e anche quando erano vicini, c'era come una barriera invisibile. Passarono i mesi e la ragazza iniziò a notare dei cambiamenti al castello, alle finestre comparvero delle grate, la ragazza chiese chiarimenti al suo compagno, e questi con fare rassicurante disse che era per il loro bene, per tenere lontano le persone mal intenzionate che volevano separarli. Rincuorata da quelle parole la ragazza accettò il cambiamento. 
Usciva poche volte dalle sue stanze, quando un giorno spinta dalla curiosità entrò in una stanza che era rimasta socchiusa.
Iniziò a guardarsi in giro e vide vestiti di seta, fiori, gioielli, ingenuamente pensò che fossero regali per lei quando si accorse dei quadri appesi alle pareti, ritraevano tutti giovani donne, sorridenti e innamorate, ma se le guardavi attentamente le immagini cambiavano e si tramutavano in visi disperati, stanchi, malati. Mentre osservava un quadro entrò lui con passo pesante e con voce irritata spiegò alla ragazza che non sarebbe dovuta entrare, che quella era una stanza a lei vietata perché conteneva i suoi ricordi, il suo passato. La fece uscire dalla stanza e la chiuse a chiave, lei finse che tutto fosse normale, in fin dei conti tutti abbiamo un passato e tutti dei ricordi, ma qualcosa la spinse a voler tornare in quella stanza. Perché i quadri cambiavano? Perché quelle donne erano tristi? Continuava a pensarci e arrivò alla conclusione che erano tristi per la fine della storia d'amore con quell'uomo che ormai aveva scelto lei. 
Così passarono le estati e gli inverni. Lei e il suo uomo parlavano poco e un giorno lei decise di uscire dal castello per ritrovare la vita e la libertà ma la porta era chiusa, alle finestre le sbarre impedivano di usvire e si sentì in trappola. Il castello era insolitamente freddo in quei giorni, nonostante i camini accesi e il sole che scaldava la natura circostante. Quella sera lei chiese all'uomo di poter uscire per ammirare i giardini e i castelli vicini, ma alla sua richiesta l'uomo rispose affabile che non era necessario perché aveva già tutto nel castello e dopo qualche giorno che insisteva a voler uscire, l'uomo la chiuse in camera a chiave. Ormai era imprigionata.
Guardava il trascorrere delle giornate dalla finestra che si stava ricoprendo di rampicanti, si sentiva soffocare e gli unici momenti piacevoli era quando lui entrava in quella stanza, ma erano momenti sempre più brevi e rari. La ragazza aveva freddo,  la stanza stava perdendo il suo calore, i mobili sembravano più vecchi, il pavimento cigolava, le coperte avevano i buchi, tutto sembrava brutto e triste. Eppure al di fuori della finestra si vedevano i boschi, il sole e la vita. Cercò di spingere con tutte le sue forze la porta, ma era pesante e lei molto debole, ormai passava gran parte del tempo a piangere sul letto. Come poteva il suo grande amore farle questo?
I mobili si fecero più piccoli e scomparvero lasciando solo il pavimento freddo, il camino si spense e lei continuava a vivere sperando di poter uscire e rivedere il sole, i rami coprivano quasi tutta la finesta, ma lei ogni giorno si apriva un varco tra le foglie e guardava. Un giorno si accorse di un uomo che vagava vicino al castello, forse era la sua salvezza, iniziò a gridare con quanto fiato aveva in corpo, fino a quando il giovane la sentì, lei sporse fuori dalla finestra un braccio ma in quel momento entrò in stanza lui, il suo carceriere arrabiato che la sospinse in un angolo e le chiese come potesse farle questo. Lei non rispose e osservò quell'uomo che aveva tanto amato e che ora sembrava più vecchio, trasformato,  aveva perso la sua luce, ora era sempre più simile ad un animale. Una mattina la ragazza intravide un altro giovane vicino al castello, lo chiamò finché lui non si accorse di lei, si arrampico fino alla finestra e qualcosa naque tra di loro. Nei giorni seguenti si videro ancora e la stanza riprese a vivere, i muri divennero un po più caldi, sui rami che circondavano la finestra apparvero delle tenere foglie e sul viso della ragazza apparve un sorriso. Ma ancora una volta l'uomo entrò nella stanza, e notando i cambiamenti si arrabbiò talmente tanto da svelare chi fosse in realtà trasformandosi in un drago. Mise in un angolo la ragazza e la incatenò, non l'avrebbe lasciata scappare e andò via chiudendo la porta.
Più la ragazza cercava di liberarsi più le catene si accorciavano e la stringevano, ma il suo principe azzurro veniva ogni giorno a trovarla e in quei brevi momenti le catene scomparivano per poi tornare più dure di prima. Passarono dei mesi e il principe decise di liberare la fanciulla, cercò di togliere i rami dalla finestra, ma questi ricrescevano più forti, cercò di aprire un varco nel muro, ma questo si richiuse all'istante. Sembrava non ci fosse soluzione. L'uomo che ormai si era trasformato in drago aggrediva ogni giorno la ragazza che accanto a lui si sentiva sempre più debole, ma aveva un arma potente dentro di lei, i ricordi dei pochi attimi passati con il suo principe. Un giorno scoprì che se era felice e pensava al bel principe le catene si allentavano e tutto diventava più vivibile. Così pensò spesso ai suoi occhi verdi e al suo sorriso. Fino a quando un giorno si accorse che se l'amore che provava era davvero forte, anche le sbarre scomparivano. Quando arrivò il principe riuscì ad entrare nella stanza ed abbracciare la fanciulla che come per magia si liberò delle catene, ma quando lui uscì dalla finestra, lei non riuscì ad uscire, qualcosa la tratteneva, ed era il drago, pur non essendo li in quel momento, lei aveva paura che l'avrebbe trovata ed uccisa.
Così rimase nella sua stanza; arrivò  l'inverno e anche la primavera, la ragazza era sempre più forte e desiderava sempre di più andarsene da quella prigione, ed un giorno di maggio, con il profumo delle rose che entrava dalla finestra decise di andarsene. Non aspettò il suo principe azzurro, ma aprì la porta della sua stanza e andò dal drago che sorpreso  di vederla iniziò a ringhiare, lei lo guardò e se ne andò. Il drago la inseguì sputando fuoco, fino a quando lei arrivò nel bosco. Ogni volta che usciva dal bosco il drago era lì per punirla, ma ben presto la fanciulla capì che tutto dipendeva da lei, che erano stati i suoi pensieri a creare le catene, a impedirle di scappare e che ora erano le sue paure ad alimentare il drago. Così si calmò, e decise di vivere la sua vita senza il drago e l'uomo che era stato nel suo cuore, ora per lei c'era una nuova vita accanto al principe che l'aveva aiutata a ritrovare la gioia di vivere. 

 

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